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I CARRI cingolati del Museo

Il Museo ha presentato la nuova collezione di carri cingolati arrivati al Forte tra il mese di novembre 2013 e la fine di marzo 2014. Ora siamo in possesso di tutta la famiglia della serie M113, mezzi che hanno fatto parte del nostro esercito per una trentina di anni nelle forze meccanizzate.
La serie si compone di:

-1- M 113 Carro granatieri
-1- M 113 Carro comando
-1- M 113 Carro lancia mine
-1- M113 Carro gru
-1- M 109 Obice da 15,5 cm
-1- M 548 Trasporto munizioni.
PZ 68

Tutti i mezzi sono funzionanti, armati e con relativi accessori (radio, mitraglie ecc..). I presenti hanno avuto modo di conoscere pregi e difetti di questi veicoli e anche, con grande soddisfazione, di essere trasportati sulla pista della Valscura. Ha fatto seguito un aperitivo offerto dalla Associzione FOR TI e in seguito il pranzo nella sala Ufficiale GUISAN.


17 marzo 2012
Il Vice Presidente della Confederazione Svizzera,
Consigliere Federale Ueli Maurer

ci ha onorato con la sua visita ed ha pranzato nella sala Guisan.
Alla presenza di cinquanta invitati il Presidente di FOR TI ha salutato il Consigliere Federale e ha consegnato un piccolo ricordo della serata: due penne e un portafiori in granito della Riviera costruiti a mano dalla Ditta
GIANNINI Graniti di Lodrino. Molto apprezzata l'originalità. Il Consigliere Federale Maurer si è complimentato per la nostra attività di volontari, su cio' che abbiamo creato per mantenere il ricordo della nostra storia e si è intrattenuto cordialmente con i membri attivi di Forte Mondascia promettendo una sua nuova visita.



MANIFESTAZIONE DEL 1999
1999-2009 Dieci anni di Mondascia

Corriere del Ticino del 13 giugno 2009
Prima pagina COMMENTO


ONORE ALLE SENTINELLE DI MONDASCIA"

di Giancarlo Dillena (Direttore)

Oggi e domani il Museo militare del Forte Mondascia di Biasca festeggia i dieci anni di esistenza. Un'occasione per visitarlo e apprezzare il valore di questa ricca e variata raccolta di mezzi e equipaggiamenti, nella quale si riflette non solo l'evoluzione tecnica dell'esercito svizzero, ma sopratutto il vissuto di generazioni di soldati.

Una testimonianza particolarmente preziosa, in una stagione di grandi cambiamenti per le forze armate elvetiche, che rischiano di lasciarsi alle spalle, insieme alle strutture accantonate dalla varie riforme, anche un patrimonio di simbiosi fra sfera civile e sfera militare che ha costituito per secoli un pilastro fondamentale dell'identità elvetica.

Merita dunque un grande, pubblico plauso chi si è dato per missione di creare, salvaguardare e sviluppare questo museo. Nel segno del più disinteressato e nobile volontariato, la cui caparbia costanza si è dimostrata in grado di resistere a tutte le prove, compresi i disastri naturali.

Composta da persone non più giovanissime per anagrafe, ma dotate di entusiasmo da fare invidia a chi di anni ne ha molti di meno, l'Associazione Opere Fortificate del Cantone Ticino (FOR TI), con alla testa il suo presidente Osvaldo Grossi, può andare fiera di quanto ha saputo realizzare in veste di custode e sentinella di una memoria storica che non può e non deve essere perduta.

Poichè in essa si esprimono innanzitutto il rispetto e la riconoscenza per quanti, in passato, hanno vestito per tanti anni della loro vita- con qualche mugugno, ma con tanta fierezza-quelle uniformi grigioverdi, frugali e un pò logore, ma simbolo riconosciuto della volontà di unità, libertà e indipendenza di tutto un popolo.

E poiché senza memoria storica non si possono capire davvero il presente e il futuro, con le loro novità, ma anche con i loro tanti, inquietanti "déjà vu".
Dir. Giancarlo Dillena




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